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Quand el sô el torna indree

Febbraio 12th, 2015 by milanoisola Categories: in evidenza, People No Responses

C’è chi scala il cielo per guardare Milano dal 27esimo piano di un palazzo e chi scava a fondo nei meandri della sua memoria, per ricordare e far ricordare l’Isola com’era vista dai piani bassi. Quella delle case di ringhiera, dei trani e dei personaggi che hanno fatto la storia del nostro quartiere.

Codazzi“La casa dove sono nato, al terzo piano, a sinistra in seguito al primo piano fino a ventisette anni, la seconda porta a destra, dove si è svolto il pranzo del mio matrimonio con Maria. Una ventina di persone. Mi chiedo come sia stato possibile!!! Al terzo piano Aristide che ha preso una sassata in testa da me, non indirizzata a lui perche il destinatario si abbassò. Alla finestra del primo piano, la più bella ragazza dell’Isola, la Silvana. Romeo Ferri, al secondo piano, campione del Mondo su chilometro lanciato con la Lambretta. Il Delio Borgonovo vero amico mio che aveva la prerogativa di inventare i soprannomi a tutti quelli dell’Isola e che attecchivano. Il pittore Sandrin, qualche quadro ce l’ho ancora. Il gangster Luigi Tavecchio detto Bob, ci trovavamo di notte quando entravo dal portoncino per andare a dormire, lui cominciava a lavorare, mi salutava e con l’arma in tasca aspettava il malcapitato. Me li vedo, quasi tutti adesso che sto scrivendo davanti agli occhi, erano gli anni del dopoguerra, ognuno aveva i suoi problemi, come del resto adesso. La casa che vediamo doveva essere restaurata e mantenuta a simbolo di casa di ringhiera, ma gli emigrati la occuparono, così dovettero prendere la decisione di abbatterla”.

E’ questa l’Isola di un isolano della vecchia guardia, raccontata in un libro di memorie che (speriamo) sarà pronto a breve, dedicato da Sergio Codazzi a tutti quelli che hanno il quartiere storico nel cuore. Ci sarebbe piaciuto leggerlo in tranquillità seduti sull’erba sotto la frescura di un bell’albero, probabilmente invece lo guarderemo su un tablet all’ombra dura dei boschi verticali, dacchè questi ormai sono i tempi, chiedendoci  se si tratta davvero di ricordi o di una vita soltanto immaginata, tanto sembra distante dalla realtà di oggi.

Sergio, che da tempo si dedica a trasmettere il valore della memoria dei nostri luoghi, raccoglie ne “Quand el sô el torna indree” episodi della sua vita a partire dagli anni a cavallo della Seconda Guerra Mondiale, tratteggiando un ritratto di situazioni e personaggi del nostro quartiere che tanti altri ancora condividono. Un’estratto del libro, che sarà solo in formato elettronico, è scaricabile dal blog Vecchia Milano.

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